Una SPA per noi..


 
Una bottiglia di vino, che ho praticamente bevuto da sola. Ci siamo mangiati vivi su questa specie di divano. Leccati, succhiati, morsi, divorati. Abbiamo scherzato come sempre su di noi, su come il tempo vada contro ogni legge della fisica quando siamo noi: si dilata, si espande, ma poi si contorce su se stesso, si arrotala, fino a sparire.

Dovevi scappare via. Dovevano lasciare libera la SPA. E io… Mocciosa viziata dal tuo piacere…. Ho approfittato di quelle sbarre, quella specie di spalliera, per ammanettarti. E questa volta eri tu immobile.

Chiamato la reception per avere un ora in più. Ed è stata un’ora in cui ho trasudato potere.

Non amo dominare, almeno non te e non facendo sesso.. Ma qui è stato diverso. Non volevo lasciarti andare. Perché ogni volta è più doloroso. E volevo che sentissi lo stesso dolore acceso. Ti ho graffiato come tu odi, ti ho lasciato segni e denti. Ti ho cavalcato, avuto e ti ho scopato. Ho cercato di prenderti tutto quello che potevo. Con l’angoscia che tanto non ci sarà un’altra volta. E che ogni orgasmo che mi strappi sarà l’ultimo.

Non ti è piaciuto, non ti sono piaciuta. 

Mi conosco: ti sto buttando lontano così da soffrire meno.

Freddo, ghiaccio altero, in arrivo.

Annunci