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Uno splendido albergo sul Conero, con  una vista senza eguali.

Senza fretta: sono arrivata presto, ho preso la stanza, ho aperto la bottiglia di vino, mi sono rilassata .. Nella tua attesa.

Al tramonto mi sono immersa in piscina. Ero completamente sola in quel paradiso. Sentimi il mio respiro dentro l’acqua. E sono spuntati i tuoi piedi al bordo vasca.

Come ti aspettavo quel giorno. Quanta attesa. Solo l’acqua sulla pelle era riuscita a placarmi.

Sei entrato in piscina con me. Con due bicchieri di vino ed ormai il sole era tramontato: eravamo già ombre avvinghiate.

Abbiamo assaporato con calma la nostra cena e poi abbiamo consumato tutto il consumabile su quel letto che ricordo enorme.

Ho ricordi vaghi di quella lunghissima notte: ma non la vergogna con cui ho lasciato la stanza quella mattina. Sembrava fossero passati dei devastatori. Invece il devastatore era passato su di me.

Ogni fluido possibile su quelle lenzuola bianche, i residui della mia cena per quanto affondavi in gola, le tracce di quanto dovevi aprirmi per sodomizzarmi come piaceva a te.

Tracce indelebili di te in me.

La vergogna consegnando la chiave e la faccia del proprietario.. Impagabile..

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