Un tavolo fra noi come spesso succede: buon cibo, buon vino, ottima conversazione. Ma sta sera siamo in mezzo a molte persone. Non siamo seduti accanto, per non insospettire nessuno.. Perché se siamo vicini e’ troppo difficile non toccarsi.. Ma entrando.. Ti ho passato il telecomando. Mi hai guardato come si guarda una stella cadente. 
E’ la serata dei tuoi desideri.. Si possono avverare tutti.. Hai un pulsante per ogni desiderio e un vibratore dentro di me.

E io potrò solo nascondere ogni emozione, il caldo e l’eccitazione. 

Hai giocato con me per ore. Non appena mi vedevi più disinvolta .. Accendevi al massimo: mi devo concentrare per non fare rumore. E poi abbassavi l’intensità: proprio nel momento in cui avrei iniziato a gemere. 
Ti guardavo: ti prego riaccendi, devo venire, non sopporto questa dilatazione del piacere, lo sai, mi conosci, tanto-tutto-subito…

Ho cercato di ubbidire e resistere, anche se così difficile per me. 

Sono riuscita a non alzarmi, a non urlare, a non togliere il vibratore da dentro di me, a godere con calma.

Poi il gioco hai continuato a condurlo tu.. E non mi hai scopato. 
Mi sei venuto in bocca senza sfiorarmi. Perfetto complice di giochi.

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