Aveva scelto lei di stare in quella casa, nessuno aveva scelto per lei.

Un anima antica, la casa. Quasi quanto la sua. 

Poche stanze, arredate in stile retrò, dove lei respirava attesa.

Aspettava il suo arrivo: l’arrivo del padrone di quella casa, ed il suo.

Lei è arrivata qualche mese prima, per passare con lui qualche ora di sesso, come facevano spesso. Ma al mattino un’emergenza  .. lui corre via e la lascia chiusa in casa per errore.

Così è nato tutto.  In quella mattina lei si è resa conto come poterlo aspettare, prepararsi per lui, essere completamente a sua disposizione placasse tutte le sue ansie, il suo continuo bisogno di conferme. Poteva essere sospesa nel tempo solo in attesa che arrivasse il momento di condividere il piacere.

Perché lui da quel giorno ha iniziato a fare la spesa per lei, lasciava nell’ingresso quello che aveva pensato che lei avrebbe dovuto mangiare, se decideva di non restare.  Perché lui da quel momento è diventato padrone di tutto il suo essere.

Se no la raggiungeva e senza parole, prendeva quello per cui lei era rimasta.

Lei ogni giorno si alzava e si preparava per lui, come se ogni giorno fosse quello in cui lui avrebbe avuto bisogno del suo corpo: ma potevano passare poche ore, come giorni o settimane, senza che lui avesse del tempo con lei.

Ma quando entrava in quella casa per restare.. che fossero pochi minuti in cui usare la sua bocca per godere subito, oppure qualche ora in cui lui soddisfava i suoi silenzi in ogni modo, con tale forza da lasciarla senza fiato, o qualche giorno in cui potevano vivere come se non ci fosse nulla fuori da quelle stanze, oltre gli arazzi, le carte da parati, oltre quel camino e quella vasca da bagno.

In quei giorni la ricerca del piacere era il loro tempo, la passione, il gioco, la ricerca di nuovi angoli di pelle da scoprire, il loro vivere.

Poi capitavano occasioni speciali in cui lui le faceva arrivare un abito importante e si faceva accompagnare a qualche serata, in cui il loro patto era che lei non avrebbe mai parlato con nessuno e non si sarebbe allontanata senza il suo consenso. E infatti tornava sempre in quelle stanze.

L’attesa in ogni momento di poter sentire il rumore delle chiavi che le portavano lui, la eccitavano e la tenevano pronta in qualsiasi momento..

Ti sto aspettando. 

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