Sono sempre in ritardo in questa vita. Nella prossima mi reincarnerò in una clessidra probabilmente.

Ho appuntamento con M.. Ci siamo scritte molto, abbiamo acceso le nostre fantasie, abbiamo scrutato più volte la pelle l’una dell’altra.

E sta sera abbiamo deciso che si caccia. Non sappiamo ancora esattamente chi, ne se sarà un uomo o una donna, ma l’obiettivo e’ di selezionare, avvicinare, scegliere ed infine regalarci una preda.

Finalmente entro nella hall dell’hotel più decadente di Milano, e lei e’ bellissima. Abito lungo, nero, uno spacco profondo, tutto riflette la sua pelle chiarissima. Vorrei essere io la preda sta sera. Ma non tocca a me.

Entriamo insieme, come star degli anni 50, spostiamo la tenda e facciamo il nostro ingresso.  So che seduto in sala c’è il suo compagno che si godrà la serata da lontano.

Abbiamo riservato due poltrone che ci permettono di guardarci intorno. E poi ha inizio il gioco.

Una bottiglia di vino ci accompagna, qualche maschio prova ad avvicinarsi. No non cerchiamo compagnia, almeno non la tua.

Poi si vede questa figura: non è al centro dell’attenzione. Ma e’ una di quelle persone che “sento”.. Sento da lontano il suo sangue sotto la pelle.. riconosco il suo odore da qui. M. si fida del mio dono.. Osserviamo a lungo come si muove, come si accosta alle altre persone, come beve e si appoggia e sporge al bancone per ordinare da bere. E M. e io iniziamo a raccontarci cosa potrebbe essere, come questa preda potrebbe stare fra noi. Cosa potrebbe fare per noi.

Ovviamente le nostre mani hanno iniziato a sfiorarsi, la mia ad appoggiarsi in modo casuale, al suo ginocchio, sfiorandola appena. Mentre le affonderei le unghie nella pelle, per aprirle le gambe, tanta e’ la voglia di assaggiarla. Ma sta sera giochiamo.

E la nostra preda ha iniziato a sentirsi osservata: ogni tanto sporge appena la testa verso di noi.  Il suo sguardo laterale ha iniziato a seguirci. E’ all’amo.

M. decide che sia io ad avvicinarmi. Lei deve sentirsi totalmente padrona della situazione e delle persone che ha intorno. Al suo uomo ha regalato compagnia per la serata, con l’obbligo di guardare noi fino, a che non usciremo da quella sala.

Mi avvicino al banco. “non vengo spesso qui” “ma non e’ male” … Lunghi preliminari .. Fino a “non mi sembri molto a tuo agio con le persone che hai intorno” “ti unisci a noi?”

“Si, perché no”.

La preda e’ nella rete, ora serve solo stancarla un po’.. Facendole immaginare come potrebbe cambiare la sua serata.. Senza mai essere aggressivi, sarà la preda a scegliere, arriverà a chiedere più di quanto proporremo io e M, sentendo nascere l’idea del piacere lungo la spina dorsale. Poi arriverà al cervello.. E sarà domata.

Ed e’ stata una lunga, lunga notte di peccato.

Annunci