Il mio fotografo: complicità, aspettative, mondi di riferimento, fantasie libere.

4 ore di shooting – 350 immagini

Bellissime. Se avesse tentato di fotografare il mio viso: forse avremmo fatto 1 fotografia nelle stesse ore. Il mio viso non rende per nulla in fotografia. Il resto si. E’ più facile per me, forse perché il mio corpo è la vera essenza di me.. e Lui è capace di trovarla più di chiunque altro, dietro l’obbiettivo. Un terzo occhio.

Il mio culo in primo piano sarà sempre più ME, che un dettaglio del mio viso.

Abbiamo passato giornate intere a scambiarci fotografie. Ha studiato ogni singola inquadratura, ogni luce, ogni particolare. Per me – Per noi.

Perché questa volta saremo due soggetti: compagni di giochi verso l’obbiettivo e verso di lui. Solo un gioco, sei occhi che si incrociano, si leccano, per dare a quella macchina fotografica il gusto di questa serata. Per darci i dettagli di un piacere nuovo. I dettagli che scopri nel corpo, che si vedono solo attraverso quegli occhi e quell’obbiettivo, particolari che Lui conosce così bene, pur avendoli sfiorati così poco.

Ma … alla fine siamo ancora solo noi due. Che sfoghiamo le voglie veloci, salite dalla testa all’inguine, per tornare con il cervello a scoprire ogni ombra, ogni inquadratura, ogni colore, ogni sfumatura, ogni sapore del piacere.

Shoot. Thanks.

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