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Una villa e un invito a cena.

Ricordo il menù ancora come se stessi mangiando ora. Parole su interessi comuni, sulla città ..

Tutti molto più grandi di me. La me dei miei 25 anni.

Ho sempre vissuto sui miei sensi, mi ricordo ancora il gusto di quella cena, ancora i colori della tovaglia e il profumo degli ospiti.

La prima cena da loro con il Doc. Lei mi accompagna dopo cena a fare il giro della casa.

“Questa invece è la nostra camera” 

“E quella e’ la poltrona da cui a turno mio marito e il tuo Doc mi riprendono mentre facciamo sesso”

Ooook. Ricevuto forte e chiaro.

Non lo sapevo. Ma avrei potuto immaginarlo. Non era la prima sorpresa che il Doc mi preparava.

A quel punto giocare o andare?

Giocare. Anche se il gioco ero io.

Ha aperto una valigia.. Spiegandomi cosa, quando e come. Non i perché..

Tornate nel salone .. I maschi decisamente su di giri, soprattutto grazie alla chimica più che a noi..

Lei ha creato una specie di palco .. Per me. Mi ha bendato. 

E ho capito che sarebbe stata la cosa più eccitante che avevo fino a quel momento sentito sulla mia pelle. 

I particolari non servono.. Serve solo che alla fine i miei sensi erano accesi e vivi come non mai, lei soddisfatta più dalla mia bocca che dai suoi maschi. Loro troppo fatti per scopare davvero. 

E alla fine il gioco e’ stato spettacolo. E lo spettacolo e’ stata la mia vera gratificazione. 


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