Facile pensare alla prima volta in cui hai fatto sesso.. nn me lo ricordo.. non mi è piaciuto.

Ma la prima volta che ho fatto un pompino..indimenticabile.

Ero giovane, molto giovane. Innamorata come lo puoi essere solo a quell’età.. lui mi sembrava TUTTO, l’incarnazione del TUTTO che puoi avere solo a quell’età.

Gli ho fatto la posta per un po’.

Lo seguivo in bagno chiedendogli un bacio, 15 anni di differenza.. mi rimetteva sul mio piedistallo e se ne andava.

Ero strepitosamente bella. E non me la tiro. Lo ero davvero. Ed ero più Lolita di quanto Nabokov abbia mai immaginato. Seducente, sensuale: la vita in me.

E alla fine non è più riuscito a dire no… mi ha accompagnato ad una festa a 150 km di distanza.

Ha aspettato, con calma, con un po’ di alcol e gli occhi su di me.

Poi mi ha portato in taverna. E per due ore espanse mi ha insegnato a fare i pompini. Mi ha insegnato quanto piacere può dare la lingua, la lentezza, succhiare, di non concentrarsi sul cazzo… ma assaporare ogni millimetro di pelle, giocando con la lingua sulle linee, sul glande, accarezzandolo, sulle vene. Quando e come aumentare il ritmo, e quando sentire arrivare il fiotto… e rallentare un attimo prima. Come usare le mani mentre te lo infili e sfili dalla bocca. Quando stringere con le labbra e quando lasciarle morbide. E la gola. Farsi soffocare…. Fino in fondo che stai per vomitare da quanto te lo spinge in fondo…

Poi il gran finale e che cosa piace: lo ingoi certo, ma a volte no e te lo spalmi sulla bocca, lecchi quello che è rimasto.. ogni goccia di lui.

E ti sembra in quell’istate di avere il potere sul mondo.

Quella sera tornando a casa mio padre mi chiese di cosa avevo macchiato il vestito…

“Di Sprite Papà. Di Sprite…”

e non ho mai più smesso.

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