Rituale: fatto.

Passaggio dal rituale mistico: fatto.

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Serata autunnale carica di emozioni. Un mantello nero con il cappuccio, un bustier nuovo di cuoio che chiude la vita come una morsa ma libera il seno completamente, un doppio didlo di vetro che mi aspetta al termine del rituale.

Il locale è nuovo, non lo conosco. Ma conosco ormai abbastanza bene le persone. Si parla, si guarda in giro, aspettando il richiamo.. alcune dame poi raccolgono le donne per il cambio d’abito. E la serata può iniziare.

Come sempre il pensiero di cosa sarebbe stato ha accompagnato i miei giorni. Giorni per accendere tutti i sensi e arrivare al rituale dove ogni centimetro di pelle può sentire come sotto 100 frustate. Accesa e recettiva, sento l’odore dell’eccitazione degli altri nelle narici, fino al cervello, fino al clitoride. Per giorni riconosco negli occhi di chi ho intorno quel gusto di voler possedere.

E poi lì in piedi. Un uomo una donna un uomo una donna…. e resto per ultima. Con il mio mantello che copre scopre una parte del seno esposto. Per ultima perché sono tesoriera del didlo per l’inizio dei giochi. E raggiungo le altre, scelgo la mia compagna di giochi, la sdraio sotto di me.

Non serve bagnarla per penetrarla, entra e affonda. Non è la mia carne ma sento come se lo fosse. La parte del vetro che sporge entra anche dentro di me: iniziamo a muoverci e le vestali ci fanno raggiungere dai maschi. Sempre troppo in fretta per poter assaporare il gioco e gli occhi fissi su di me.

Il resto è spesso confuso.. si nasconde nella pelle e nei lividi del giorno dopo.

Mi resta solo la gran malinconia di non aver usato la gabbia che troneggia nel centro del locale.. e una fantasia soppianta una realtà appena compiuta.

 

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Venezia. Un dettaglio.

Un sussurro all’ingresso. Sempre tu che ormai sai di me più di quanto potrò mai sapere io. Che hai visto veramente cosa era sotto tutto.. che senza parole mi sussurri solo “ho bisogno dei tuoi servigi, anche sta sera”.

E mi ritrovo a fine cena, per aprire “le danze”, al centro della sala.

Il tuo uomo (enorme, mascherato, con più fruste che anime) mi toglie a strattoni ogni pezzo del vestito d’epoca. Resto in reggicalze.

Mi appoggia allo schienale lasciando il mio culo in vista. Pare che debba essere punita per qualcosa che sicuramente ho fatto.. avendo fatto di tutto..

L’esperienza è meno forte dell’ultima volta. O mi sto abituando alle fruste o lui è più leggero. Gemo comunque perché è esattamente quello che vogliono sentire. Accogliamo un’altra dama che mi tenga più ferma. E continuo a divincolarmi per il suo gusto di trattenere di più. Il suo compagno si masturba gustando quello che non avrà.

Le facce intorno mi sorprendono sempre. Sono concentrate, attente a ogni suono, a ogni volta che un lembo di pelle atterra sulla mia schiena. La scossa che provo è data più da quegli occhi fissi che non dal dolore. Le donne mi invidiano perché sono la privilegiata, gli uomini in questo momento vorrebbero solo incularmi davanti a tutti.. e il risultato accende talmente tanto la scena e me, che il tuo uomo con le sue mani (Dio dovremmo brevettare le sue mani) mi sfiora appena e si apre il lago… e vengo così tanto da farne il calice per aprire la festa vera e propria, ma io forse sto già a posto così.

 

Venezia

Difficile dimenticare la nostra prima festa.

Perché indimenticabili saranno per sempre i costumi, la scelta dei costumi. Gli occhi nascosti dalle maschere, anche quando tutto il resto era esposto.

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Perché difficile non avere i brividi dato che era la prima volta che mi vedevi in piedi, fra 250 persone, issata al centro della scena, frustata appoggiata a una sedia a cavalcioni…

La prima volta in cui i tuoi occhi hanno fissato i miei mentre venivo e bagnavo il cazzo di chi avevi scelto per me. Con te seduto a qualche metro. I tuoi occhi dentro.

La prima volta che abbiamo passeggiato fra corpi nudi avvinghiati sorridendo dei gemiti e dei corpi brutti come di quelli belli. Che non hanno più differenze, solo odori.

Quelle lanterne che accompagnano l’uscita e l’entrata e ci hanno portato via accese per altri giorni a venire. Perché ci siamo talmente caricati da non riuscire a smettere di scoparci… come poi abbiamo scoperto ci succede spesso prima e dopo certe occasioni.

Occasioni d’uso dove raggiungo una tale estasi che scriverla qui risulta perfino riduttivo. Perché tutta l’attesa di quelle mani che entrano, quelle dita che stringono sulla gola, quel possedere che ti porta così lontano.. non mi fanno sentire usata, anzi. E ‘come se io vi usassi per raggiungere un punto che ancora non ho trovato, ma che si nasconde in fondo alla costrizione e a quel buio in cui mi porta.

Voi tre..

Tre gradi di conoscenza molto differenti fra di loro..  tre uomini molto differenti fra di loro.

Ma io sono sempre la stessa.. e spostare il limite è solo continuare a dimostrare che limiti non ce ne sono.

Ho organizzato la serata per essere il centro totale di voi tre. Per poter accendere la vostra complicità. Ma, devo dire, in modo totalmente egoistico, perché aspettare che voi entraste per raggiungermi.. io bendata e semi nuda .. è stato uno di quei momenti in cui i sensi si accendono completamente. In cui ogni centimetro di pelle prende fuoco per sentire anche il non tocco, anche il respiro e il sussulto. Da tempo vi aspettavo. 

Tre bocche    sei mani    contemporaneamente sul mio corpo     senza saper distinguere il piacere da dare e quello da portare via. Da nascondere nel fondo della vagina per farla riesplodere al primo soffio.

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Eppure avevo passato la giornata a chiedermi se fosse il caso di mettervi in quella situazione e se davvero io fossi riuscita ad arrivare fino in fondo. A non sentire arrivare quel limite che ti fa dire “no grazie” per me o per uno di voi.

Ed invece è stato un assaggio inquieto del buio del sentirvi dentro e quel gioco di potere di mani che mi hanno fatto esplodere .. per tre. Con i capezzoli in fiamme, la gola piena da uno di voi, la schiena piegata per farvi entrare fino in fondo per e godere.

Mi aspetto molto da voi… mi aspetto più cattiveria, più impeto, più furia.

Mi aspetto che riusciate a lasciare ancora più andare la testa dentro di me, così da appagare ogni desiderio. Ma di più: desiderare quello che è sepolto, portarlo insieme alla pelle.

Pausa Pranzo

Mangiamo qualcosa insieme?

Ma si, perché no…

Non era previsto che ci vedessimo. Quindi non sfoggio biancheria da stupro di nessun tipo..

Il mio messaggio successivo è subito “ma se invece di mangiare.. scopiamo?..” anche perché potrebbe essere difficile chiuderci in bagno o nasconderci in un garage, difficile non vedersi per una settimana e non trovarsi con la voglia che abbiamo di noi.

E motel sia.. perché appena la tua mano è arrivata a stringere il mio ginocchio e aprire le mie gambe, senza salire di un millimetro, mi avevi fatto così eccitare da non resistere.

Il mio solito posto sul sedile posteriore.

Nella giusta posizione per poterti guardare negli occhi nello specchietto.

Lo specchietto che se tu abbassi gli occhi vedi direttamente le mie dita entrare.

Non puoi non guardale la strada, non puoi non guardare me. Perché sappiamo come le mie mani sanno farmi godere in poco tempo, qui a gambe aperte, in mezzo al traffico, nascosta dai tuoi finestrini scuri.

E sappiamo anche che in andata entrano due dita a stento.. ma che poi passerai tu ad aprirmi e al ritorno se vogliamo giocare ancora entrerà tutta la mano.. e la cosa ci fa impazzire. Perché basta pensare al dopo per godere adesso.

Risultati immagini per pavimento gocceStringo poco dopo il tuo cazzo nel culo e per terra ho già lasciato il solito bagnato che tanto ti fa ridere.. e lì a dirci che la prossima volta mangiamo e basta.

 

Sta sera rituale.. 

E mi sto preparando al rituale di questa sera. Ogni muscolo è già concentrato, teso, gonfio, vigile..

Per ora solo sensi in massima allerta e domande sulla vera evoluzione della serata.. queste sono le regole definite. Ma poi simboli, Madri e mantelli saranno ai nostri piedi.. 

THE RULES OF THE RITUAL  

Ladies and Gentlemen are required to wear an elegant evening dress and suit (black tie)

The ladies are also required a black cloak with hood.

Venetian masks are mandatory.

After some relaxing moments of drinking, meeting and greeting, the Ladies will be invited to join our Witches in a changing room, where they will undress and keep only their high-heels shoes, their cloak and eventually some pieces of lingerie, optionally with a soft BDSM attitude.

The Gentlemen will stay, in a circle around a central empty space where the Three Mothers, the Brides of the Dark Lord, will be celebrating the Ritual; they will wait for the Ladies to come back. Each Gentleman will leave on both sides, between himself and his neighbor, enough place for one Lady to fit in.

The Ladies will reach the circle of Gentlemen, and place aside the next Gentleman in the line, in order to form a complete circle, one Lady and one Gentleman and so on.

The Three Mothers celebrating the Ritual are Witches: Suspiria – the Mother of Sighs – Lachrymae – the Mother of Tears – and Tenebrae – the mother of Darkness, or the Black Queen.
One of the Three Mothers will pass along the circle offering a cup of old ruby wine, the sweet poison of the Dark Lord.

Then the Black Queen will invite the other two Mothers to pick a Lady and a Gentleman and take them to the center of the Circle in front of her, showing the Symbol, which she will pick from a basket of cards.

A Mother will remove the cloak of the Lady; then, the Gentleman will sketch on the Lady’s naked body the Symbol, by his hands dipped in a pigment. Draw carefully, as the Symbol is magic..

Then, while the Gentleman goes back to his place in the circle, the Lady will remain next to the center, while a Mother goes and pick up another pair.

There is one different Symbol every two Ladies: then as each Gentleman will sketch his Symbol, all the Ladies will gather in the inner circle and each one will find her twin; one pair of Ladies having the same specific Symbol sketch on her body will start a special erotic play!

The Three Mothers, the Brides of the Dark Lord, will lead the play and teach the Twins how to find their own Dark Pleasures. The Gentlemen will stand, watching, until when the Black Queen will decide that the Twins can go and find them to join the erotic play.

Il fondo

Ci sono sere in cui mi rendo conto che potrei solo stare a guardare.

Questa è una di queste…

Ma a guardare da dentro.

Sono anestetizzata, bollita, asessuata, senza desideri, nel fondo. Vorrei solo che qualcuno provasse ad agitarmi per vedere se può svegliare i miei sensi: toccami, strappami i vestiti, scopami come se niente esistesse più. Toglimi il fiato, l’anima, segna tutta questa carne inutile. Lascami segni che troverò domani per dargli un senso. Perché sta sera posso guardare quello che mi fate senza sentire niente…

Ma ci sono poi sere che questo accade davvero e tu non sei pronta a farti scuoiare da lui, perché la risata mentre lo sta facendo diventa pugnale. Eppure quello volevi. Segni pesanti sulla carne che ti punissero per renderti felice. Per anestetizzare tutto… 

Ed invece di sentirti di nuovo viva, di svegliarti.. Ti senti peggio ancora..perché ha superato i suoi limiti per te, perché non puoi che sentire la sofferenza per averlo fatto. Non ti ha liberato e non ti ha tirato fuori.

Hai continuato a guardare da dentro e la lacrima brucia sulla cicatrice nuova. 

Abbiamo perso l’aereo?

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…. Quindi… Usciamo dalla strada principale che ci porta verso il volo di ritorno… Abbiamo passato giornate scandite da cibo vino sesso sesso sesso vino cibo e mare.

E alla fine su questo sterrato, per poter vedere il mare dall’alto, mi sono dinuovo trovata con te dentro.

I ricordi di come abbiamo iniziato sono confusi, si sovrappongono ad altri mille insieme. Ma seduti sul retro di quest’auto in affitto ho le gambe bagnate, liquido che scende ogni volta che entri dentro, ad ogni colpo, ogni volta che mi allargo su di te.

Abbiamo bagnato completamente il sedile e non abbiamo finito, stiamo ancora leccando dalla pelle tutto quello che sta portando.

Dovremmo essere già in aeroporto, dovremmo riportare l’auto così come l’abbiamo conciata, dovremmo uscire uno dall’altro e uscire da questa trance. Non rendersi conto di aver scopato due ore sul retro di una cinquecento…e’ trance profonda da cui dovremmo uscire…

E riusciamo ad emergere, a prendere quel volo .. Ma uscire dalla trance.. Non proprio..

E se poi..

E se poi una mattina di una notte insonne ti torna la voglia di scrivere.. Fiumi di liquidi sparsi nell’ultimo anno da ritracciare con un dito.

Poco tempo fa mi hanno detto… Butta via quelle scale.. Siamo stufi di vederle.. Vero. Buttiamole giù quelle scale e ricomincia.


Dopo il silenzio, la paura, il distacco, le lacrime che nn hanno fine.. Arrivano le parole … E scavano in questa ossessione, devono portare negli occhi e nel cervello i ricordi. E magari tendermi la mano per ripartire a fare gli scalini di quella scala.. 

E nn per noia, nn per disincanto, nn per amore… Ma per sopravvivere. E purtroppo si sopravvive sempre…

Scale

Una via per caso, una città a caso, poi un palazzo a caso, aperto.

scala

Avevamo fatto sesso la sera prima e quella mattina, ma avevamo bisogno ancora di un po’ di noi.

Veloci dentro l’androne, fino all’ultimo piano. Tu seduto sui gradini. Io subito con la mia bocca a sentire quanto già era duro per me.

Non siamo gente da sveltine, ma voci intorno, rumore d’ascensore, passaggio nella via e nel cortile.. hanno tagliato la nostra calma. Potevo vedere i visi sotto di noi quando mi hai girato per poter approfittare ancora delle mie voglie e venirmi dentro. Chiudendomi la bocca per non farmi fare rumore…

Un atttimo dopo, stesso cortile e un caffè.